Il Blog di Beppe Grillo, il web, e il "popolo della rete". L'#epicfail della stampa italiana

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Di Marco Esposito
Twitter: @betman

#Epicfail. Non esiste un vocabolo che possa descrivere meglio le “sbandate” comunicative che la stampa sta prendendo sul MoVimento 5 stelle e sulla comunicazione di Beppe Grillo in questi giorni.

Negli ultimi due giorni ne abbiamo visto e sentite di tutti i colori. Il problema è che spesso - anche per motivi generazionali - si fa fatica a capire e conseguentemente raccontare - le dinamiche del web.

Mercoledì abbiamo passato la giornata a leggere agenzie e giornali online che riportavano i commenti del blog di Beppe Grillo. Sarà un decennio che si discute - sui blog - se i commenti al post di un blog abbiano senso, se arricchiscano o meno la discussione. E ora ci siamo ritrovati con agenzie che riportano commenti di anonimi (perché dietro un commento ci può essere chiunque) e con politici che commentano i commenti ad un post del blog del comico genovese. E soprattutto si racconta una spaccatura all’interno del MoVimento 5 stelle che non esiste. Si fantastica su una frattura tra Grillo e i “grillini” che è solo immaginata da un’informazione all’inseguimento dell’ultimo tweet. Siamo impazziti tutti.

Non solo. Come Grillo scrive un tweet tutti i siti lo riportano, interrogandosi se l’ultimo “vaffanculo” del leader del MoVimento 5 stelle sia un vaffanculo in senso lato o un vaffanculo pieno.

Non solo. Ieri abbiamo passato la giornata a veder scorrere sulle nostre timeline una petizione online di una certa Viola Tesi, contando i presunti sottoscrittori. Con giornali, cartacei e online, che si rincorrevano in titoli tipo “rivolta contro Grillo” o in meno sobri “Il web si ribella a Grillo” (Addirittura tutto il web!). Con molti simpatizzanti e deputati  del Partito Democratico, che pur di arrivare ad un governo guidato da Pier Luigi Bersani, hanno iniziato a condividere su tutti i social network possibili e immaginabili, la petizione di una simpatizzante del partito pirata, che si autodefinisce “grillina”.

Qui un suo tweet, per esempio:

Un’attivista Pirata, ora grillina, che prepara una petizione online affinché Grillo dia la fiducia al governo Bersani, ma che durante le primarie del Centrosinistra aveva la fissazione di veder perdere Matteo Renzi alle primarie del PD:

 

  E che addirittura scopriamo essere una ex elettrice del PD.


E non faccio fatica ad immaginare Beppe Grillo farsi beffe di tutti i colleghi che si affannano nello scrutare commenti sul suo blog alla ricerca del contestatore.

Pochi minuti fa qui in redazione abbiamo sentito leggere in tv un post di Claudio Messora (in arte Byoblu) ripreso dal blog di Beppe Grillo come fosse il comunicato (ops, “il monito”) del Presidente della Repubblica. Un post nel quale Byoblu risponde a Viola Tesi.

Grillo gioca con la stampa, rimanendo nella sua ambiguità. Pubblica un post di un terzo, senza farci capire se lo condivide, se lo fa suo, se è un endorsement. Quel che sappiamo è che non lo ha scritto lui. E - ovviamente - da quel tipo di presa di posizione non farà fatica a prendere le distanze o a discostarsi in futuro.

Raccontare il MoVimento 5 stelle come una banda di “leoni da tastiera” è dare una visione caricaturale di quello che è accaduto. Si confonde web con comunità, blog con il MoVimento, facendo confusione e inducendola in chi ci legge.

Poi, pochi minuti dopo, mentre tutti inseguono il “guest post” sul nulla, arriva l’apertura, il post costruttivo, quello “politico” : Napolitano Chapeau, dove il Capo dello Stato, vilipeso fino alla noia negli ultimi anni, diventa “il mio presidente della Repubblica“. E si ricomincia la giostra fino al prossimo “vaffanculo”.

Basterebbe conoscere il “mondo del web” per sapere che non esiste “il popolo del web”, come non è esistito un “popolo dei fax”, a meno che non siate convinti che sia esistito un “popolo dei bar”.

Signori, c’è una realtà nuova da raccontare. Per farlo bisogna avere gli strumenti minimi per farlo. Forse, tocca studiare. Buon lavoro

 

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